La vocazione al sacerdozio
Il sacerdozio ordinato costituisce uno dei tre stati di vita attraverso i quali i battezzati si impegnano nella Chiesa. Dio, l’unico Santo, l’unico Santificatore, ha voluto associarsi agli uomini come collaboratori, strumenti e umili servitori di quest’opera di santificazione.
“Desidero premettere a tutto la gratitudine per la testimonianza e la dedizione dei sacerdoti che in ogni parte del mondo offrono la vita, celebrano il sacrificio di Cristo nell’Eucaristia, annunciano la Parola, assolvono i peccati e si dedicano giorno per giorno con generosità ai fratelli e alle sorelle servendone la comunione e l’unità e prendendosi cura, in particolare, di chi più soffre e vive nel bisogno.” Leone XIV, Lettera Apostolica Una Fedeltà che genera futuro (8 dicembre 2025), 4.
La vocazione al sacerdozio nasce innanzitutto dal contatto costante con il Dio vivente, da una preghiera insistente rivolta al «Signore della messe» nelle comunità parrocchiali, nelle famiglie e nei gruppi vocazionali.
Si tratta di una chiamata intima che proviene dal profondo del cuore, che deve essere chiarita e discernuta con l’aiuto di un accompagnatore — un sacerdote o un centro vocazionale — per rimanere costantemente in ascolto dello Spirito Santo.
Che cosa significa essere sacerdote?
Ministro della Parola di Dio
Il sacerdote proclama la Parola di Dio e la insegna. Partecipa così alla missione degli apostoli per garantire il sacro servizio del Vangelo. "È infatti proprio per mezzo dell'annuncio apostolico del Vangelo che il popolo di Dio viene convocato e adunato, in modo che tutti coloro che appartengono a questo popolo, dato che sono santificati nello Spirito Santo, possano offrire se stessi come « ostia viva, santa, accettabile da Dio» (Rm 12,1)." (Concilio ecumenico Vaticano II, Decreto Presbyterorum Ordinis sul ministero e la vita dei presbiteri, 2.)
Ministro dell’Eucaristia
Ministro degli altri sacramenti
Pastore
Servitore
Mediatore
“Eccomi, manda me!» Isaia 6, 8
L’ordinazione