La nostra storia
I.
LA GENESI
“Ogni chiamata di Dio è un’iniziativa del suo amore. È sempre Lui che prende l’iniziativa, ti chiama. Dio chiama alla vita, chiama alla fede e chiama a un particolare stato di vita: “Ti voglio qui”. La prima chiamata di Dio è quella alla vita, con la quale ci costituisce come persone; è una chiamata individuale, perché Dio non fa le cose in serie. Allora Dio chiama alla fede, e a far parte della sua famiglia, come figlio di Dio. Infine, Dio chiede uno stato di vita particolare: donarsi nella via del matrimonio, in quella del sacerdozio o della vita consacrata. Questi sono i vari modi di realizzare il progetto di Dio, quello che Egli ha per ciascuno di noi, che è sempre un progetto d’amore. Dio chiama sempre. E la gioia più grande per ogni credente è rispondere a questa chiamata, offrirsi interamente al servizio di Dio e dei fratelli. » – Papa Francesco, Angelus del 17 gennaio 2021.

II.
La vocazione del centro
Ha lo scopo di promuovere e sostenere qualsiasi azione di ricerca nelle scienze sociali sulle vocazioni nella società in senso lato e in tutte le sue branche, siano esse istituzioni laiche o religiose.
In questa prospettiva, opera per sensibilizzare e informare sulla dignità e complementarità di ogni vocazione all’interno della società civile e al suo servizio. Secondo l’insegnamento della Chiesa, i fedeli di Cristo sono infatti uguali in dignità, pur avendo vocazioni diverse e complementari:
Tra tutti i fedeli, per la loro rigenerazione in Cristo, c’è nella dignità e nell’attività un vero uguaglianza in virtù della quale tutti cooperano all’edificazione del Corpo di Cristo, secondo la condizione e la funzione propria di ciascuno.
(CIC, canon 208)
Situato in Francia, il Centro di ricerca svolgerà attività di ricerca accademica internazionale, organizzerà eventi per alimentare questa ricerca e diffonderne i risultati, formare o addirittura garantire pubblicazioni. Mobiliterà così ricercatori, teologi e teologi, religiosi e laici di tutti i continenti.
La dimensione antropologica di queste opere potrebbe in futuro riflettere su una migliore comprensione delle vocazioni laicali che non sono mezze vocazioni o vocazioni di secondo piano, ma si dispiegano all’interno della chiamata universale alla santità, fondata sul battesimo che introduce nella Comunione trinitaria, e che è stato con forza richiamato dal Concilio Vaticano II:
Provvisti di mezzi salvifici di tale abbondanza e di tale grandezza, tutti coloro che credono in Cristo, qualunque sia la loro condizione e stato di vita, sono chiamati da Dio, ciascuno per la sua via, ad una santità la cui perfezione è quella del Padre stesso
Concilio Ecumenico Vaticano II, Lumen gentium, n° 11
E papa Francesco commenta:
Ciascuno a modo suo” dice il Concilio. Perciò non dobbiamo scoraggiarci quando contempliamo modelli di santità che sembrano inaccessibili. Ci sono testimonianze utili per incoraggiarci e motivarci, ma non per noi copiarle, perché potrebbe anche allontanarci dal cammino unico e specifico che il Signore vuole per noi. Ciò che importa è che ogni credente discerna il proprio cammino e metta in luce il meglio di sé, ciò che il Signore ha posto in lui di veramente personale (cfr 1 Cor 12,7) e che non si esaurisca cercando di imitare qualcosa che non era destinato a lui. Tutti siamo chiamati ad essere testimoni, ma ci sono tante forme esistenziali di testimonianza.
— Papa Francesco
Al tempo stesso, si tratta di comprendere il ruolo proprio del sacerdozio e della vita consacrata che, insieme alle vocazioni laicali, costituiscono le tre modalità con cui i fedeli di Cristo realizzano la chiamata alla santità inscritta nel battesimo.
Il centro di ricerca inizierà il suo lavoro intorno ai fondamenti teologici del sacerdozio nella continuità del Concilio Vaticano II e debitamente radicato nella Grande Tradizione dei Padri della Chiesa.
Il nostro logo
Tre figure, un’unica chiamata
I tre pesci
Il pesce è il segno dei cristiani fin dai primi secoli.
I tre pesci rappresentano sia le tre persone divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo; sia i tre stati di vita: lo stato di vita laicale, il sacerdozio ministeriale e la vita consacrata.
La triquetra
Il nodo della Trinità: unità e comunione delle tre Persone divine in un’unica sostanza.
Il cerchio
il cerchio è il simbolo dell’eternità fin dall’antichità: Dio è da sempre. Ci ricorda anche la promessa di vita eterna a cui siamo tutti chiamati.
Il fondatore
Cardinal Marc Ouellet
Nato l’8 giugno 1944 a La Motte, nel Quebec. Ha compiuto gli studi teologici al Grand Séminaire de Montréal, dove è entrato nel 1964. Ordinato sacerdote nella diocesi di Amos il 25 maggio 1968, è entrato a far parte della Compagnia dei sacerdoti di Saint-Sulpice nel 1972, dopo due anni come un missionario al Gran Seminario a Bogotà, Colombia.
Laureato in filosofia (Roma, 1974), ha diretto successivamente diversi seminari maggiori e nel 1983 ha conseguito il dottorato in teologia dogmatica con una tesi dal titolo L’esistenza come missione. L’antropologia teologica di Hans Urs von Balthasar.
Titolare della cattedra di teologia dogmatica presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II (Latrano, 1996-2002), è stato consacrato vescovo nel 2001, nominato cardinale-primate nel 2003 e ha guidato la Congregazione per i Vescovi dal 2010 al 2023.
Stemma Azzurro con una croce ancorata in oro su una montagna di tre coppe d’argento accostate a un giglio d’oro a destra e un giglio d’argento al sinistro.
L’azzurro evoca il cielo di Abitibi, città natale del cardinale Marc Ouellet, i fleurs-de-lis, le sue origini quebecchesi e la croce sulla montagna, il gesto dei fondatori di Ville-Marie agli albori della colonia che divenne Montreal. Il set simboleggia anche l’eredità spirituale ricevuta dalla Compagnia di Saint-Sulpice e dalla Comunità Saint-Jean, fondata da Hans Urs von Balthasar e Adrienne von Speyr: la croce gloriosa sul Calvario indica la vittoria dell’Amore Trinitario sul peccato e sulla morte; il giglio d’oro rappresenta Maria, simbolo della Chiesa Immacolata; il giglio d’argento rappresenta Giovanni, simbolo di umanità riconciliata. Tutto ciò testimonia l’unità della Chiesa per la quale il Signore ha pregato. Il motto Ut unum sint, “Siano uno”, è tratto dalla preghiera sacerdotale di Gesù (Vangelo secondo san Giovanni, 17, 21). Fa anche riferimento all’enciclica Ut unum sint di Giovanni Paolo II sull’impegno ecumenico (25 maggio 1995) e al primo ministero episcopale del cardinale Ouellet come Segretario del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (2001-2002).
